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The geology of Lagazuoi-Cinque Torri area

  • LA GEOLOGIA DELLE CINQUE TORRI
  • GLI ITINERARI SUGGERITI
  • PER SAPERNE DI PIU'

Le Cinque Torri sono composte dalla “Dolomia Principale”, roccia calcarea compatta e ben stratificata che caratterizza tutte le Dolomiti. Le torri si sono formate grazie all’azione combinata di diversi fattori, il ruolo principale è dovuto alla tettonica che ha generato numerose faglie che oltre a suddividere le singole torri con faglie verticali hanno creato una sorta di “gradinate” ribassando alcune aree e rialzandone altre. Il massiccio dell’Averau, ad esempio, è geograficamente più in alto delle Cinque Torri, anch’esso composto da “Dolomia Principale”, è rimasto su un gradino a quote più elevate rispetto alle Torri. Sotto ai due gruppi montuaosi sono presenti strati di una formazione ben più fragile, questa differenza di consistenza e di resistenza mette in condizioni di equilibrio precario le torri. Equilibrio che è minato anche dalla natura delle rocce, dalla tettonica e dai processi erosivi e in particolare da quelli crioclastici. L’area delle Cinque Torri è anche un punto di osservazione privilegiato circondato da molte peculiarità geomorfologiche dolomitiche. Valli e pareti spesso sono impostate su importanti linee di spostamento (le faglie principali) mentre le crode, i picchi e le numerose guglie, protagoniste dei paesaggi dolomitici, sono il frutto della diversa risposta litologica all’erosione: le dolomie formano guglie, picchi e pareti imponenti, mentre le argilliti e le marne, vengono modellate come dolci ripiani prativi.

Il ghiaccio e i ghiacciai di roccia

In rosso le aree con la presenza di Rock Glacier

L’altro protagonista della modellazione del paesaggio è il ghiaccio che nell’ultima glaciazione alpina ha occupato più volte le valli dolomitiche lasciando tracce inequivocabili del passaggio. Evidenze di trovano nei circhi glaciali, nelle morene o nei ghiacciai tutt’oggi presenti come la Marmolada, ben visibile dal Passo Giau, da Forcella Averau o dal Nuvolau , che rappresenta testimone della calotta residuale wurmiana. Altri testimoni imponenti del passato glaciale sono i numerosi massi erratici, uno dei quali, di dimensioni ciclopiche, si incontra sul sentiero che dal Passo Giau porta al Rifugio Scoiattoli (Vedi itinerario). I cambiamenti climatici e l’alterazione delle condizioni meteoclimatiche agiscono da acceleratore per i processi crioclatici che generano i ghiaioni e gli ampi coni detritici ben evidenti, ad esempio, sulle pendici del Lagazuoi, delle Tofane e dell’Averau. Salendo con la seggiovia che da Fedare porta a Forcella Averau salta all’occhio, sulla sinistra salendo, una forma del territorio molto evidente e particolare: il rock glacier o ghiacciaio di roccia dell’Averau.

I ghiacciai rocciosi sono un processo periglaciale legato ai climi freddi dove è presente il suolo gelato si muovono lungo il pendio spostando grandi quantità di detriti spostandosi grazie ai processi di congelamento e scongelamento o per deformazione del ghiaccio contenuto tra i detriti. Assumono forme simili a quelle di un ghiacciaio.

ITINERARIO ROSSO: Coincide con “Il giro delle Torri”, permette una panoramica di tutte le torri, con un dislivello contenuto e un tempo di circa 2 ore, facile. Partendo dall’arrivo della Seggiovia 5 Torri il percorso attraversa i Depositi Quaternari e, scendendo verso il Rifugio Cinque Torri, affiora la Formazione di Travenanzes (poco prima dell’incrocio tra il sentiero e la strada). Una volta raggiunto il rifugio si risale in direzione nord , sempre sui Depositi Quaternari, in questo tratto si può ammirare la Torre Lusy, la Torre del Barancio, e la Torre Romana, procedendo si incontra la Torre Trephor, crollata nel giugno del 2004. Da qui il percorso si sviluppa sulla Dolomia Principale mentre le Torri, Quarta Bassa e Alta sulla sinistra salendo, e la Torre Inglese, sulla destra salendo, sono composte dalla Formazione di Heiligkreutz. L’anello si chiude, ritorando al Rifugio Scoiattoli.


ITINERARIO GIALLO: Variante facile dell’itinerario rosso che passa ai piedi della cima sud della Torre Grande, dove sono presenti le partenze di numerose vie di arrampicata.


ITINERARIO ARANCIO: Variante difficile dell’itinerario rosso che parte da poco dopo i massi della Torre Trephor e si addentra tra le Torri. E’ un suggestivo percorso all’interno delle torri con pareti verticali e passaggi sotto monoliti crollati.


ITINERARIO VERDE: Variante di media difficoltà dell’itinerario rosso, che permette di osservare da vicino il “sasso cubico” e insinuarsi tra la Torre Grande e le Torri Lusy, Barancio e Romana.

Sentiero Geologico Cinque Torri.

La guida “Sentiero Geologico Cinque Torri” si inserisce tra le guide dedicate al pubblico degli appassionati della natura e della geologia con un linguaggio comprensibile a tutti e non solo agli addetti del settore. A rendere stimolante la guida le belle fotografie a colori e gli schemi chiarissimi che illustrano il meraviglioso paesaggio geologico delle Cinque Torri.

Per informazioni:
Geoturismo – Libri
Itinerarigeologici

 



 

 

Frammenti di Geologia

Un libro dedicato alla geologia italiana scritto dagli operatori naturalistici e culturali del Club Alpino Italiano. Il libro ha una parte introduttiva e molte schede dedicate alla geologia generale propedeutici agli itinerari geologici riccamente illustrati ubicati in tutta la penisola. Fra questi è presente l’itinerario dedicato alle Cinque Torri.

Per informazioni:

Geoturismo – libri

Libri di montagna