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Natura

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Il Percorso Naturalistico “Cinque Torri Passo Giau” o Sentiero “Francesca Brusarosco”, si sviluppa interamente a quote superiori ai 2000 mt in uno scenario di incoparabile bellezza con scorci panoramici di grande spettacolarità su Tofane, Cime di Fanes, M. Formin, M. Cernera e Marmolada.
L’itinerario si compone di due parti: un percorso ad anello, nella zona delle Cinque Torri, e un tracciato più lungo che permette di raggiungere il Passo Giau. Entrambe permettono di entrare in contatto con alcuni degli habitat più caratteristici della montagna dolomitica: rocce, aree detritiche, praterie, zone umide, arbusteti e larici-cembreti.


Gli itinerari suggeriti

Partendo dal rifugio Cinque Torri o dal rifugio Scoiattoli si può percorrere l’itinerario breve, in arancio sulla mappa, che permette di attraversare diversi habitat: dalle pareti rocciose della Torre Grande, sino alle praterie soleggiate della brughiera alpina, per arrivare, sotto al rifugio Cinque Torri, alla torbiera dei Prati di Naerou, formata dalle sorgenti del Ru de Sora.

L’itinerario lungo, in rosso sulla mappa, si può percorrere sia dai rifugi Cinque Torri e Scoiattoli che dal Passo Giau. La traversata caratterizzata da molteplici saliscendi attraversa selvaggi valloni coperti da mughete, secolari cembrete con fusti monumentali attraversando la conca del Forame di origine glaciale. Passato glaciale testimoniato anche dai numerosi massi erratici che si incontrano nel percorso il più grande dei quali ha una caratteristica forma a fungo.  Nei pressi del Giau si attraverso bellissimi prati umidi e fioriti.

Per approfondimenti:

– Storia del Percorso Naturalistico Francesca Brusarosco

– AA.VV. Percorso naturalistico “Cinque Torri Passo Giau”. Sentiero “Francesca Brusarosco”. Regole d’Ampezzo: 34-48. LASEN C., 2006

Tutta l’area presenta una ricchezza faunistica elevata sopratutto frequentando la zona in momenti della giornata (mattina presto o la sera) e in periodi dell’anno (per esempio inizio primavera e autunno) diversi da quelli in cui si concentrano le presenze turistiche, ma sopratutto ponendo attenzione ai tanti segni che gli animali lasciano: non deve mai mancare un binocolo!

Tra le specie volatili non è raro osservare sulle pareti delle Cinque Torri il volo sfarfallato del Picchio muraiolo, sono presenti anche il Sordone, che si alimenta sulle praterie attornoal rifugio Scoiattoli e il Codirosso spazzacamino. Le praterie sono sono frequentemente visitate dall’Aquila reale, in caccia di marmotte e il Gheppio, presente solo durante la bella stagione.
Fra i mammiferi la presenza più accattivante è la Marmotta, che si può osservare agevolmente in tutta la zona e in particolare nell’area del fedare, frequentemente risalendo in estate con la seggiovia Fedare è possibile udire il caratteristico richiamo e vedere numerose marmotte vicino alle proprie tane cospetto del Nuvolau e dell’Averau. Completano il quadro faunistico la Volpe e il Camoscio.

L’ area delle Cinque Torri si sviluppa completamente a quote comprese tra i 2100 m e i 2400 m in ambienti aperti sopra al limite del bosco, l’estensione delle praterie e l’elevata biodiversità dell’area garantisce una ricchezza delel fioriture che si susseguono da fine maggio sino a inizio settembre.

Lago Bai de Dones

Si tratta di un caratteristico e limpido specchio d’acqua, circondato dagli abeti e da bellissimi pini cembri, che sorge a breve distanza dal Rifugio Bai de Dones, dove parte la seggiovia per il Rifugio Scoiattoli alle Cinque Torri. Secondo le leggende dolomitiche questo laghetto, appartato e incantato, è abitato dalle Anguàne, creature descritte come splendide fanciulle con i piedi di capra, serve del dio Silvano. Il lago Bai de Dones è abitato dalle Anguàne buone che aiutano i contadini nei lavori nei campi e le donne a farsi belle. Sul fondo del lago, nella zona della sponda settentrionale, è presente una croce egizia o croce ansata, realizzata con dei sassi. Tale simbolo, detto Ankh o croce di Ekh, è detto anche chiave della vita ed è un antico simbolo sacro egizio che deriva da un geroglifico che simboleggia la vita eterna e l’immortalità.

Lago Limides

Il piccolo lago Limedes o Limides si trova nei pressi del Passo Falzarego, sotto il Col Gallina, sulle pendici dell’Averau,  a quota 2171 m. Si raggiunge facilmente dal Passo Falzarego, salendo lungo l’itinerario XX o  dal rifugio Col Gallina, lungo l’itinerario XX. Il panorama spazia dall’Averau al Lagazuoi Piccolo, il Col dei Bos e la Tofana di Rozes. In estate al tramonto si rispecchiano sulle sue acque l’Averau e l’imponente Tofana di Rozes.

Lago Federa

Il lago è situato in una delel più suggestive depressioni al limitare dei boschi alle pendici della parete est della Croda da Lago, con un panorama privilegiato sul Becco di Mezzodì, la Croda Rossa, il Pomagagnon, il Cristallo e il Sorapiss. Sulla sponda meridionale sorge il rifugio Croda da Lago – Gianni Palmieri, il lago e il rifugio sono facilmente raggiungibili attraverso vari percorsi escursionistici. (itineraio XX e itinerario XX).

Lago d’Ajal e di Pianozes

I laghi d’Ajal e di Pianozes possono essere visitati nell’ambito di una escursione ad anello con partenza dall’ Hotel Argentina (ITINEARIO XX); l’itinerario offre un’affascinante vista sui giganti di roccia circostanti, la passeggiata si svolge in un tranquillo e silenzioso bosco di abete rosso accompagnati non raramente dagli scoiattoli.